
"E' giusto ricordare con rispetto quegli uomini che scelsero la Repubblica Sociale perchè, dal loro punto di vista, continuarono coraggiosamente a combattere per difendere l'Italia dall'invasore straniero".
Questo, in definitiva, è il senso del discorso pronunciato ieri dal ministro La Russa in occasione del 65° anniversario dell'8 settembre.
La parola "vergognoso" non credo renda bene l'idea. Ma si sa, noi italiani siamo fantasiosi, divertenti, pittoreschi e grotteschi; siamo i buffoni dell'emisfero occidentale.
La Francia, sessantacinque anni fa, era governata da un governo fantoccio filo-nazista, perciò era divisa anch'essa in due parti, una fascista e una antifascista; la Francia ha conosciuto una Resistenza molto simile a quella italiana, eppure i suoi politici moderni non cercherebbero mai di riscrivere o reinterpretare la storia: l'anima antifascista del Paese d'oltralpe non è mai messa in dubbio.
Questo, in definitiva, è il senso del discorso pronunciato ieri dal ministro La Russa in occasione del 65° anniversario dell'8 settembre.
La parola "vergognoso" non credo renda bene l'idea. Ma si sa, noi italiani siamo fantasiosi, divertenti, pittoreschi e grotteschi; siamo i buffoni dell'emisfero occidentale.
La Francia, sessantacinque anni fa, era governata da un governo fantoccio filo-nazista, perciò era divisa anch'essa in due parti, una fascista e una antifascista; la Francia ha conosciuto una Resistenza molto simile a quella italiana, eppure i suoi politici moderni non cercherebbero mai di riscrivere o reinterpretare la storia: l'anima antifascista del Paese d'oltralpe non è mai messa in dubbio.
Ho voluto prendere a esempio la Francia per confrontare una nazione dinamica e moderna con la nostra, sempre più anacronistica e immobile.
Sessantacinque anni fa moltissimi italiani hanno dovuto fare una scelta che non poteva essere dettata dall'istinto di sopravvivenza o da codarde convenienze: qualunque scelta si facesse la vita sarebbe stata ugualmente precaria, la morte quasi certa; perciò si trattava solo di scegliere da quale parte del fronte morire, per quale idea e per quali valori mettere a repentaglio le proprie vite.
Ora, spogliandoci di ogni inutile ipocrisia, bisogna ammettere col senno di poi (e con la visione d'insieme dei fatti storici che solo ai posteri è concessa) che chi scelse le file dell'RSI fece la scelta sbagliata. Oggi però, i repubblichini vengono giustificati ponendo a loro discolpa il sentimento di onore: avrebbero continuato a combattere con i nazisti per mantenere fede all'alleanza con la Germania, per non infangare l'onore italico. BALLE!! I nazisti, nel 1943, si erano già ampiamente dimostrati per quello che erano realmente, perciò scegliere di combattere al loro fianco (anzi, ai loro ordini) non significava altro che condividere le loro idee politiche e sociali, quelle loro pazze e terribili idee. Anche coloro che scelsero RSI solo per completa e cieca fede verso il fascismo e il loro Duce, decisero ugualmente di perseguire ideali di odio e repressione.
Ma il nostro ministro della difesa ha parlato di "punti di vista": se guardassimo alla scelta da compiere dopo l'8 settembre 1943, non dal punto di vista dei posteri, ma da quello dei repubblichini, allora potremmo capire e giustificare le ragioni di una scelta sbagliata. Ma questo "metodo" di riflessione storica è estremamente pericoloso e profondamente sbagliato, infatti se guardassimo la II guerra mondiale dal punto di vista di Adolf Hitler, allora sarebbero completamente giustificabili e logici lo sterminio di massa e sistematico degli ebrei, i piani di espansione mondiale e il desiderio di dominio delle altre "razze" umane per offrire "spazio vitale" alla "pura razza ariana". Se poi ci mettessimo nei panni di Stalin giustificheremmo tutte le purghe, le persecuzioni e il clima di terrore che instaurò in URSS, siccome lo fece solo per il bene del suo Paese, per proteggerlo da possibili minacce interne pronte a colpire nel momento di massima debolezza.
Ma no, fortunatamente la storia non si giudica così.
Questo episodio, però, è indicativo di come certi politici italiani continuino a trascinare il loro retaggio ideologico anche dopo averne preso ufficialmente le distanze, anche se tali ideologie sono profondamente sbagliate. Così li vediamo esibirsi frequentemente in mirabolanti acrobazie lessicali per giustificare l'ingiustificabile (anche detto "arrampicarsi sugli specchi"), confidando nell'ignoranza storica del popolo italiano per salvare la faccia e la poltrona.
E' alla luce di dichiarazioni come quelle di ieri che mi rendo conto che lo stato italiano è fondato indiscutibilmente sull'antifascismo, ma continua a soffrire di frequenti rigurgiti fascisti dopo ben 63 anni dalla somministrazione del vaccino. E' osservando tali preoccupanti conati che ho sempre più timore del futuro che ci attende, perchè quando l'attuale presidente del consiglio abbandonerà la politica, lascerà un enorme vuoto nella destra italiana, un vuoto che rischiamo venga colmato da certi loschi figuri che, per ora, stanno relativamente nell'ombra, indossando i loro costumi di lacché di corte, cuciti ad arte per celare ai nostri occhi camicie nere mai sbottonate.
Ma forse è solo il mio "punto di vista".
Ai posteri il giudizio (sperando che possano esprimerlo liberamente).
Sessantacinque anni fa moltissimi italiani hanno dovuto fare una scelta che non poteva essere dettata dall'istinto di sopravvivenza o da codarde convenienze: qualunque scelta si facesse la vita sarebbe stata ugualmente precaria, la morte quasi certa; perciò si trattava solo di scegliere da quale parte del fronte morire, per quale idea e per quali valori mettere a repentaglio le proprie vite.
Ora, spogliandoci di ogni inutile ipocrisia, bisogna ammettere col senno di poi (e con la visione d'insieme dei fatti storici che solo ai posteri è concessa) che chi scelse le file dell'RSI fece la scelta sbagliata. Oggi però, i repubblichini vengono giustificati ponendo a loro discolpa il sentimento di onore: avrebbero continuato a combattere con i nazisti per mantenere fede all'alleanza con la Germania, per non infangare l'onore italico. BALLE!! I nazisti, nel 1943, si erano già ampiamente dimostrati per quello che erano realmente, perciò scegliere di combattere al loro fianco (anzi, ai loro ordini) non significava altro che condividere le loro idee politiche e sociali, quelle loro pazze e terribili idee. Anche coloro che scelsero RSI solo per completa e cieca fede verso il fascismo e il loro Duce, decisero ugualmente di perseguire ideali di odio e repressione.
Ma il nostro ministro della difesa ha parlato di "punti di vista": se guardassimo alla scelta da compiere dopo l'8 settembre 1943, non dal punto di vista dei posteri, ma da quello dei repubblichini, allora potremmo capire e giustificare le ragioni di una scelta sbagliata. Ma questo "metodo" di riflessione storica è estremamente pericoloso e profondamente sbagliato, infatti se guardassimo la II guerra mondiale dal punto di vista di Adolf Hitler, allora sarebbero completamente giustificabili e logici lo sterminio di massa e sistematico degli ebrei, i piani di espansione mondiale e il desiderio di dominio delle altre "razze" umane per offrire "spazio vitale" alla "pura razza ariana". Se poi ci mettessimo nei panni di Stalin giustificheremmo tutte le purghe, le persecuzioni e il clima di terrore che instaurò in URSS, siccome lo fece solo per il bene del suo Paese, per proteggerlo da possibili minacce interne pronte a colpire nel momento di massima debolezza.
Ma no, fortunatamente la storia non si giudica così.
Questo episodio, però, è indicativo di come certi politici italiani continuino a trascinare il loro retaggio ideologico anche dopo averne preso ufficialmente le distanze, anche se tali ideologie sono profondamente sbagliate. Così li vediamo esibirsi frequentemente in mirabolanti acrobazie lessicali per giustificare l'ingiustificabile (anche detto "arrampicarsi sugli specchi"), confidando nell'ignoranza storica del popolo italiano per salvare la faccia e la poltrona.
E' alla luce di dichiarazioni come quelle di ieri che mi rendo conto che lo stato italiano è fondato indiscutibilmente sull'antifascismo, ma continua a soffrire di frequenti rigurgiti fascisti dopo ben 63 anni dalla somministrazione del vaccino. E' osservando tali preoccupanti conati che ho sempre più timore del futuro che ci attende, perchè quando l'attuale presidente del consiglio abbandonerà la politica, lascerà un enorme vuoto nella destra italiana, un vuoto che rischiamo venga colmato da certi loschi figuri che, per ora, stanno relativamente nell'ombra, indossando i loro costumi di lacché di corte, cuciti ad arte per celare ai nostri occhi camicie nere mai sbottonate.
Ma forse è solo il mio "punto di vista".
Ai posteri il giudizio (sperando che possano esprimerlo liberamente).
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