Mancano ormai poche ore ai risultati elettorali che decreteranno il nuovo Presidente USA.
Inutile dire chi spero esca vincitore: i post precedenti di questo blog mi rendono ormai prevedibile in campo politico.
Ho notato che in molti temiamo il ripetersi dei cosiddetti “manini” elettorali, gli stessi confusi sconvolgimenti che fecero la fortuna di Bush junior. Ma questa volta voglio essere positivo, voglio dare fiducia (forse la prima volta in vita mia) alla democrazia statunitense.
E se vincesse il carismatico Obama, speriamo che non lo facciano fuori… Insomma, si sa: la storia USA ci ricorda chiaramente che i politici scomodi non hanno mai avuto vita lunga in quel Paese; percui, concedetemi un minimo di preoccupazione (che spero essere eccessiva) a riguardo.
Comunque, credo che il nostro vecchio Occidente “democratico”, stia vivendo un momento storico particolare che non lo rende pronto per un Presidente NERO alla casa BIANCA; ma, forse proprio per questo, c’è bisogno oggi più che mai di qualcuno che indichi una nuova, giusta direzione al nostro futuro. Perché tutti sappiamo che le politiche adottate dagli USA, soprattutto quella estera, hanno un peso considerevole. Se guardiamo la storia che va dall’ultima guerra mondiale ad oggi ci rendiamo conto che ogni avvenimento importante nel mondo (in qualunque parte del mondo) ha avuto come protagonisti, o coprotagonisti (o antagonisti), gli USA. Per questo, in un periodo in cui il futuro sembra sempre più fascista, in un periodo in cui sembra dominare la paura e il razzismo, in cui sembra che si stia dimenticando il vero significato di democrazia (ogni riferimento a fatti, cose o avvenimenti italiani NON è casuale), in un periodo nel quale si tende a preferire i toni forti e la violenza, piuttosto che il dialogo costruttivo, l’elezione di un nero a capo di un Paese che, fino a poche decine di anni fa (e in qualche caso tuttora), discriminava pesantemente le persone di colore, mi fa pensare a una buona dose di sana umanità iniettata direttamente nell'arteria più importante del sistema socio/politico mondiale.
Certo, forse Mr. Obama non cambierà molto gli USA, ma sono convinto che potrebbe RIVOLUZIONARE il mondo.
Inutile dire chi spero esca vincitore: i post precedenti di questo blog mi rendono ormai prevedibile in campo politico.
Ho notato che in molti temiamo il ripetersi dei cosiddetti “manini” elettorali, gli stessi confusi sconvolgimenti che fecero la fortuna di Bush junior. Ma questa volta voglio essere positivo, voglio dare fiducia (forse la prima volta in vita mia) alla democrazia statunitense.
E se vincesse il carismatico Obama, speriamo che non lo facciano fuori… Insomma, si sa: la storia USA ci ricorda chiaramente che i politici scomodi non hanno mai avuto vita lunga in quel Paese; percui, concedetemi un minimo di preoccupazione (che spero essere eccessiva) a riguardo.
Comunque, credo che il nostro vecchio Occidente “democratico”, stia vivendo un momento storico particolare che non lo rende pronto per un Presidente NERO alla casa BIANCA; ma, forse proprio per questo, c’è bisogno oggi più che mai di qualcuno che indichi una nuova, giusta direzione al nostro futuro. Perché tutti sappiamo che le politiche adottate dagli USA, soprattutto quella estera, hanno un peso considerevole. Se guardiamo la storia che va dall’ultima guerra mondiale ad oggi ci rendiamo conto che ogni avvenimento importante nel mondo (in qualunque parte del mondo) ha avuto come protagonisti, o coprotagonisti (o antagonisti), gli USA. Per questo, in un periodo in cui il futuro sembra sempre più fascista, in un periodo in cui sembra dominare la paura e il razzismo, in cui sembra che si stia dimenticando il vero significato di democrazia (ogni riferimento a fatti, cose o avvenimenti italiani NON è casuale), in un periodo nel quale si tende a preferire i toni forti e la violenza, piuttosto che il dialogo costruttivo, l’elezione di un nero a capo di un Paese che, fino a poche decine di anni fa (e in qualche caso tuttora), discriminava pesantemente le persone di colore, mi fa pensare a una buona dose di sana umanità iniettata direttamente nell'arteria più importante del sistema socio/politico mondiale.
Certo, forse Mr. Obama non cambierà molto gli USA, ma sono convinto che potrebbe RIVOLUZIONARE il mondo.
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